Human motor is coming back…

Basta auto! Basta Motor Show!

Human motor è stato fermo per qualche anno ma le biciclette di certo no! Sentiamo ancora forte il desiderio di pedalare contro l'(auto)distruzione, per un mondo a due ruote, ecologico e sostenibile.

A brevissimo aggiornamenti, stay tuned!

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Comunicato Human Motor 2012

LIBERIAMOCI DAL MOTOR SHOW!

Torna il Motor Show, ritorna Human Motor. Sabato 8 Dicembre una Critical Mass attraverserà la città di Bologna per liberare la città dall’immaginario dell’(auto)distruzione; per contestare con forza una fiera che ripropone la donna come cosa; per riaffermare che un’altra mobilità, libera, pulita e sostenibile non è solo possibile, è più che mai necessaria!

Bologna anche quest’anno ospiterà lo spettacolo dei motori.

Ma di quale spettacolo parliamo?
La giunta comunale di Bologna, che in campagna elettorale promise di implementare la mobilita’ sostenibile, oggi promuove grandi opere speculative in odore di malaffare, come il People Mover.
Ed anche eventi spot come i recenti T-Days, passerelle eco – friendly che nulla hanno a che fare con una vera progettualita’ organica della mobilita’ sostenibile a Bologna, ricadono nella stessa ipocrisia.

La grande Opera la realizzano tutti coloro che quotidianamente scelgono di pedalare la città per ritrovarla, per inventarla, per amarla. Occorre dunque rivendicare il diritto alla mobilità, internazionale e sostenibile; occorre ripensare radicalmente il modo di abitare questo pianeta, e dunque, il modo di attraversarlo e di muovercisi dentro; occorre ritrovare relazioni e spazi a tempo di pedale.
La strada migliore non è quella che si vede dall’abitacolo, ma quella che scorre sotto i pedali!

HUMAN MOTOR! ENJOY FUTURE!
Provalo Sabato 8 Dicembre in tutte le strade.
Tuo a partire con una bicicletta da Piazza dell’Unità ore 15.00

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Gran video (spot fiat modificato magistralmente)

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La Fiera delle precarietà

 Scarica la versione integrale quì 
inchiesta completa.odt

Un lavoro di inchiesta ad ampio raggio, per
denunciare pubblicamente le situazioni di sfruttamento ma anche per
analizzare i dispositivi di precarizzazione e il vissuto soggettivo
dei precari attraverso le loro stesse parole. Gli argomenti: I
parcheggi, tre anni dopo – Sfruttamento e guerra tra poveri: i
controllori dei controllori – Lavorare in camst tramite agenzia – Il
lavoro nero dei perimetrali – Hostess: il corpo si fa merce – Cinque
proposte per la dignità del lavoro in fiera – Protocollo di
sicurezza e rsl di sito – Il movimento dei precari degli anni ’80 [in
fondo i link ai diversi articoli]

 

La redazione di Zero in Condotta segue da ormai due anni la
questione della precarietà (ed in generale delle condizioni di
lavoro) nella Fiera di Bologna. Abbiamo pubblicato una prima piccola
inchiesta sulle condizioni di lavoro in alcune "aziende
satelliti" di BolognaFiere già nell’aprile 2007, con scopi
prevalentemente di disvelamento e denuncia di alcune situazioni di
sfruttamento spietato. In seguito abbiamo seguito la mobilitazione
sulla sicurezza dei dipendenti di BolognaFiere, sia nella fase di
mobilitazione, sia nell’accordo siglato dopo mesi di contrattazione
con l’azienda. Infine non abbiamo cessato di seguire con interesse la
vertenza dei parcheggiatori, ormai ex-parcheggiatori, che hanno
deciso di fare causa ai loro datori di lavoro chiedendo un
risarcimento per la situazione di assoluta irregolarità delle
condizioni di lavoro subita per anni.

Alla base di questo investimento editoriale sulla
questione del lavoro in Fiera c’è una molteplicità di elementi che
ci hanno portato a identificare la situazione della Fiera come
particolarmente significativa e interessante in un’ottica di
inchiesta sul precariato sociale bolognese.

Innanzitutto esiste un elemento quantitativo, banale
ma importante: la Fiera rappresenta un polo centrale nell’economia
della città ed è un luogo di lavoro che nelle giornate di punta
arriva ad interessare (sommando addetti alle biglietterie, maschere,
addetti informazioni, parcheggiatori, ristoratori, facchini,
security, addetti alle pulizie e innumerevoli altri servizi) anche
diverse migliaia di dipendenti, ovviamente frammentati in diverse
aziende.

In secondo luogo, nonostante la frammentazione e i
contratti di lavoro che spesso non superano i 10 giorni, per molti
giovani bolognesi la Fiera può rappresentare un punto di riferimento
lavorativo per anni. Non si tratta quindi solo di ragazzi che
lavorano in Fiera pochi giorni, disposti il più delle volte a subire
ogni tipo di trattamento o semplicemente non dotati degli strumenti
per ipotizzare una ribellione, ma anche di persone che per anni
legano parte della loro vita al lavoro in Fiera, a volte anche
passando da un datore di lavoro all’altro, ed hanno quindi la
possibilità di acquisire informazioni riflettere sulla natura del
lavoro in Fiera.

Un altro elemento estremamente interessante è la
coesistenza di elementi di frammentazione, ricattabilità e
addirittura personalizzazione del rapporto di lavoro tipici del mondo
del lavoro ultra-precario di oggi con elementi più classici legati
ad un’organizzazione tradizionale dei luoghi di lavoro grandi o
medio-grandi, come spogliatoi e marcatempo collettivi, bacheche
sindacali e altri meccanismi che in qualche modo tendono a favorire
la socializzazione tra i lavoratori e la formazione di coscienza
collettiva.

Infine non va dimenticata la specificità dei
dipendenti BolognaFiere. Si tratta di una categoria storicamente
combattiva, autrice di significative esperienze di autorganizzazione
e di conflitto negli anni ’80, e che mantiene tutt’ora una serie di
garanzie contrattuali e un meccanismo di rappresentanza sindacale
molto particolare, che prevede tra l’altro la possibilità per i
lavoratori di eleggere i propri delegati diretti a prescindere dai
sindacati.

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queste premesse è nata l’idea di un lavoro di inchiesta ad ampio
raggio, che servisse non solo a denunciare pubblicamente le
situazioni di sfruttamento, ma anche ad analizzare i dispositivi di
precarizzazione e il vissuto soggettivo dei precari attraverso le
loro stesse parole. Non ci interessava solo fotografare le varie
situazioni lavorative, insomma, ma anche e soprattutto la percezione
che il lavoratore ha di queste situazioni.

La scelta del Motor Show come occasione per la
nostra inchiesta sul campo non è ovviamente causale: si tratta della
Fiera con maggiore impatto mediatico ed economico sulla città, di
maggiori dimensioni (considerando area espositiva, durata della
manifestazione e affluenza di pubblico) e quindi di quella che
coinvolge lavorativamente il maggior numero di categorie e di singole
persone. Abbiamo però cercato di focalizzare la nostra attenzione su
figure lavorative che vengono impiegate in Fiera con una certa
continuità: l’obiettivo non era un’inchiesta sulle condizioni di
lavoro al MotorShow in specifico ma, come detto, sulla Fiera di
Bologna come luogo di lavoro.

Dalle varie interviste emerge un quadro estremamente
complesso e variegato. Dal punto di vista delle condizioni materiali
e dei diritti viene confermata l’assoluta eterogeneità delle diverse
situazioni lavorative, pur in una cornice comune di precarietà e di
salari modesti. Dal punto di vista delle soggettività, da alcune
interviste è emerso un quadro di tendenziale disinformazione
rispetto alle norme sul lavoro e spesso anche di accettazione più o
meno esplicita della condizione di sfruttamento. Ovviamente però
emergono anche punti di vista critici, consapevoli e di grande
interesse.

Abbiamo deciso di unire al lavoro di inchiesta
centrato sull’attualità anche un’intervista ad un ex-lavoratore
della Fiera protagonista della prima stagione di mobilitazione dei
precari, nell’ipotesi che la situazione attuale presenti aspetti di
novità assoluta ma anche aspetti di continuità con il passato e che
anche da uno sguardo ai movimenti degli scorsi decenni potessero
uscire spunti utili per il presente.

In questa versione on line si possono trovare le
versioni integrali delle interviste.

I files audio delle relative interviste si possono
ascoltare nell’archivio di ZIC alla pagina internet

http://www.zic.it/zic/articles/art_4206.html

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Arruolati, c’è il Motor Show

testo tratto da www.zic.it/arruolati-ce-il-motor-show/

Arruolati, c’è il Motor Show

Tra “istruttori d’ardimento” e blindati tirati a lucido, l’Esercito
cerca nuove leve tra auto e ragazze in vetrina: si potrà fare richiesta
di arruolamento direttamente tra gli stand.
03 dicembre 2009 – 20:34

Non ci saranno soltanto auto pericolose ed inquinanti o ragazze in
vetrina. Il Motor Show sarà anche l’occasione per un vero e proprio
saggio di propaganda bellica. Mentre in Iraq o Afghanistan si continua
a morire, infatti, tra gli stand delle case automobilistiche della
fiera bolognese si metterà in bella mostra anche l’Esercito. Anzi, ad
inaugurare l’evento sarà proprio la banda della brigata paracadutisti
Folgore.

Ci sarà la puntuale esposizione di attrezzature e mezzi (tra i
quali spiccherà il famigerato autoblindo Lince) e se questo non
bastasse, quest’anno si annunciano anche “stimolanti novità” come le
“attività dinamiche riservate al pubblico”: arrampicate, ponte tibetano
e pure il percorso fitness allestito dagli “istruttori d’ardimento”
dell’Esercito.

“Con l’assistenza fornita da personale forgiatosi in varie missioni
internazionali”, si annuncia con toni da Istituto Luce, “chi lo
desidera potrà verificare la propria attitudine alla vita militare
mettendo alla prova la propria agilità e capacita’ di concentrazione”.

E una volta provata l’ebrezza della guerra, magari stordito
dal lusso e dalle hostess, chi vorrà potrà addirittura fare domanda di
arruolamento all’infopoint sulle attività dell’Esercito e le
possibilità di carriere militari.

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L’EMANCIPAZIONE NON SARA’ MOTORIZZATA!

Figliefemmine aderisce e partecipa allo

HUMAN MOTOR

LIBERIAMOCI DAL MOTOR SHOW:


Il Motor Show sarà a Bologna dal 4 al 8 dicembre. Per il terzo
anno, sabato 5 dicembre 2009
ORE 15 P.za COSTITUZIONE ci sarà anche lo Human-motor. Una critical
mass attraverserà le
strade di Bologna per liberare la città dall’immaginario
dell'(AUTO)distruzione e per affermare che un altro Motor è possibile.
Una mobilità urbana alternativa non basata sui mezzi motorizzati
privati.

Noi cyberfeministqueer e le compagne della ciclofficina Ampioraggio (che sta all’Xm24)
abbiamo ragionato sul sessismo intrinseco all’immaginario motorizzato,
partendo dall’inguardabile pubblicità del motor show…questa:

Ovviamente la questione della strumentalizzazione
del corpo delle donne nell’ambito della  promozione del consumismo
inquinante in stile "truzzo da SUV", è facilmente comprensibile a
partire dalle innumerevoli pubblicità e retoriche che legano "donne a
motori". Una serie infinita di rappresentazioni fittizie e
discriminatorie che si inserisce in un contesto
televisivo/pubblicitario/politico/culturale in cui ad essere
rappresentate come "oggetti funzionali alla seduzione" sono le donne.
Sempre e necessariamente eterosessuali, prorompenti, oche e vogliose. A
parte in quella serie di spot dedicati alla rappresentazione di donne
eterosessuali madri di famiglia e dedite (gioiosamente) al lavoro
domestico o alla cura di maschi simpaticoni e bambinoni  (eterosessuali). 

                                                                                         

Abbiamo già ragionato su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pZqZeNP4Ano">pubblicità sessiste</a>,
la situazione è disastrosa. Da un lato rappresentazioni normalizzanti
di ruoli di genere insostenibili, dall’altro la non-rappresentazione
sistematica di identità e corpi non conformi. 

Ci siamo fermate perciò allo spot del motorshow
poiché rimandiamo al buon senso (per il momento, forse pecchiamo di
ottimismo)l’analisi della funzione delle donne in esposizione a fianco
alle macchine. Basta cercare "motorshow" su gugol immagini e…voilà:

                                                           

 

Orbene… Ecco che gridiamo allo Human Motor come Critical Girls: 

L’EMANCIPAZIONE NON SARA’ MOTORIZZATA


Il Motor Show strumentalizza il corpo delle donne.


Usa il corpo femminile come accessorio da accostare all’arbre magique.

Si rivolge agli uomini come a bambini ai quali tutto è permesso nel paese dei balocchi.


Rappresenta nella sua campagna grafica due giocattoli: una macchina
sportiva e una barbie ritoccata e maggiorata, ahinoi, col “colpo della
strega”. Prototipo giocattolo delle regole di genere nel capitalismo
post-moderno italiano: una lei/merce eterosessuale, disponibile, dedita
alla seduzione, che invoglia un lui, macho, dedito alla produzione.


NE ABBIAMO PIENI I POLMONI


Le donne non sono oggetti, non sono in vendita
(tantomeno a rate!)

 

Campagna grafica Critical Girls
 
figliefemmine.noblogs.org

 

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Tavola Rotonda – “Regolare la pubblicità delle automobili: se ne può almeno parlare?”

Riceviamo la segnalzione di questa iniziativa che si terrà a Bologna la mattina del 5 dicembre, e riportiamo l’invito…

 

REGOLARE LA PUBBLICITÀ DELLE AUTO:
SE NE PUÒ ALMENO PARLARE?

 
Tavola rotonda
sabato 5 dicembre 2009, ore 10.30
Bologna, Via Santo Stefano 119
Sala del Baraccano

 
L’automobile è al centro di un sistema di mobilità insostenibile economicamente, socialmente e
ambientalmente. In Italia infatti l’auto genera:
– incidenti: ogni giorno 15 morti in incidenti stradali (5 di questi sono pedoni);
– congestione: 10 miliardi di Euro l’anno è il valore economico del tempo perso nel traffico;
– danni alla salute: la vita media si accorcia di 9 mesi a causa del PM10 emesso dalle auto;
– danni all’ambiente: circa il 20% della CO2 è generato dal trasporto stradale, l’unico settore le
cui emissioni continuano ad aumentare;
– costi economici: ogni famiglia italiana spende in media per l’auto circa 5.000 Euro l’anno.
 
L’uso e l’acquisto di automobili dovrebbe essere quindi scoraggiato con apposite campagne di
formazione e informazione. 

E invece l’auto è sostenuta da una vera e propra propaganda. In Italia, l’automobile è il prodotto più
pubblicizzato, più dei prodotti alimentari e più dei telefonini. In Italia nel 2008 i produttori di auto
hanno speso oltre 800 milioni di Euro in pubblicità di auto, il 20% del totale della spesa pubblicitaria
italiana. E grazie alla pubblicità e agli incentivi in Italia ci sono ormai 35 milioni di auto (6 auto ogni 10
abitanti).
 
A partire da questa contraddizione, l’associazione NoAuto ritiene che si debba avviare una riflessione
sul ruolo della pubblicità delle automobili; in particolare riguardo all’impatto che essa ha sull’acquisto e
sull’uso delle auto.
 
Per questo motivo NoAuto ha organizzato un primo incontro che si terrà a Bologna, in non casuale
coincidenza con l’apertura del Motor Show 2009. In questa occasione NoAuto presenterà i risultati di
una propria iniziativa di studio e di segnalazione agli organismi competenti:
– sulle norme che oggi regolano la pubblicità delle auto e sulla loro scarsa applicazione;
– sull’introduzione di nuove e più stringenti norme, “copiate” da quanto già viene fatto all’estero;
– sul lancio di alcune proposte solo apparentemente provocatorie.
 
Parteciperanno alla discussione anche gli Amici della Terra, che sul tema della pubblicità delle auto
svolgono da anni una campagna europea e l’AIFVS-Associazione Italiana dei Familiari delle Vittime
della Strada, da sempre attenta al rapporto tra messaggi pubblicitari, comportamenti di guida e sicurezza
stradale.
 
L’incontro sarà moderato da Elisabetta Tramonto, caporedattore di Valori, mensile di Banca Etica.
 
NoAuto è un’associazione che promuove un sistema di mobilità alternativo all’automobile. Più trasporti
pubblici, sicurezza per gli spostamenti a piedi e in bici, riduzione della congestione e dell’inquinamento,
riconquista degli spazi urbani, sono tra gli obiettivi qualificanti della sua azione. Il settimanale Carta ospita
una rubrica fissa dell’associazione.

info: www.noauto.org – info@noauto.org

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Comunicato [francaise]

HUMAN
MOTOR

POUR
UNE VILLE AU COEUR HUMAIN
 

Le
Motor Show se déroulera à Bologne du 4 au 8 décembre. pour la
troisième année, le 5 décembre, il y aura aussi le human-motor:
une vélorution qui parcourira les rues de Bologne afin de libérer
la ville de l’imaginaire de l'(AUTO)destruction et pour affirmer que
un autre Motor est possible: une mobilité urbaine alternative, pas
fondée sur le transport motorisé privé.

La
crise économique, la récession de l’industrie de l’automobile
(démontré par le refus de participer de certains producteur
d’automobiles comme FIAT) n’a pas suffi à mettre fin a cette
manifestation, la seule en Italie, qui depuis 34 ans envahis Bologne.

Les
institutions (mairie et région) et BolognaFIERE (organisation qui
géres les espaces de la foire) se sont mobilisées pour sauver cet
évènement et ses recettes (100 millions d’euros). ça sera, donc,
une "spéciale édition", un "retour aux origines"
: peu d’expositions et beaucoup de concours (races) avec le but de
réaliser un parc thématique sur les moteurs.

En
tant que citoyens on se demande pourquoi les administrateurs
soutiennent la voiture
par
des financiaments, au lieu de la
contraster,
alors qu’elle ne donne pas de réponses aux problèmes de mobilité
(par contre
elle en
produit
).
Bologne doit se mobiliser pour dire qu’elle ne veut pas s’identifier
à cette culture. La mobilité fondée sur le moyen motorisé privé
n’est plus durable.

GUERRE

le
pétrole est presque épuisée. Le monde est déchiré par les
guerres pour contrôler les ressources comme le pétrole, afin de
perpétuer un modèle qui à son tour, génère des catastrophes
environnementales et des guerres.


ROUTES
"SURES" o "FIABLES"?

Les
accidents sur la route représentent un vrai bulletin de guerre.
6-7000 morts par an en Italie, 150000 accidents avec dommages
permanents physique ou psychologique. Les accidents sur les routes
sont la cause principale de décès chez les moins de 40 ans. Au XXe
siècle, 30 millions de personnes sont mortes dans des accidents et a
cause de la pollution. En ville les catégories les

plus vulnérables sont les
personnes âgées et les enfants.

POLLUTION

La
situation est aggravée par l’alarmant niveau de pollution de l’air,
qui ne peut pas être résolu par la réduction des émissions,
puisque la plupart des fines poussières que nous respirons ne vient
pas de l’échappement des automobiles, mais de la poussière soulevée
par l’abrasion des freins et le roulement des pneus sur ‘asphalte.
L’air est de plus en plus insupportable et les gens tombent malades.
La valeur de PM10 dépassant la limite autorisée de 2 ou 3 fois,
régulièrement depuis 2001. Le moteur à combustion interne brûle
aussi de l’oxygène: une voiture  consomme la même quantité
d’oxygène produit par une forêt d’un hectare (10 mille mètres
carrés).

INEFFICACITÉS

La
voiture est présentée dans la publicité comme un symbole de
liberté. En réalité une voiture à l’heure de pointe bouge
légèrement plus vite qu’un piéton.

Un
automobiliste dépense des années entières de sa vie dans sa
voiture, coincé dans des bouchons. D’ailleur la congestion des
routes mène à la construction de nouvelles voies piétonnes ou à
circulation limitée, qui sont le résultat de la prédominance de
l’automobile, et paradoxalement proclament la supériorité du moteur
et non une solution à la circulation.

À
Bologne les pistes cyclables sont faites sur les trottoirs, 

ce qui enlève l’espace aux
piétons et laisse les voitures les
seules
reines de la ville. L’espace pris par les voitures est public,
soustrait à d’autres fonctions. La moyenne des passager a bord d’une
voiture est de 1,2 personnes. Pour transporter ces personnes on
utilise une voiture qui pèse environ 1000-1500 kg.

Certaines
études ont montré que sur environ 10 litres d’essence, 8-9 sont
dépensés pour déplacer le véhicule et seulement 1-2 pour les
personne.
 

A
ces coûts s’ajoutent les frais d’entretien, droit de timbre,
l’assurance: bref, une grande partie du revenu.

DROIT
A LA MOBILITÉ

À
Bologne, comme ailleur, il n y a pas d’idée de mobilité
alternative, qui ne prévoie pas les coûts environnementaux, sociaux
et économiques implicites dans la promotion de la voiture. Les
voitures et les motos ne sont pas inévitables. Il y a une
mentalité qui étouffe  nos villes. Avec nos comportements
et nos choix nous pouvons construire une ville au moteur humain.

LE
VÉLO

se
déplacer en vélo, à pieds, avec les transports publics, cela
signifie agir de manière concrète pour améliorer l’avenir de
tout(e)s. Le vélo libère la ville du smog urbain, du trafic, du
bruit.

Le
vélo n’est pas chèr, donc démocratique, écologique et durable et
pas lié aux mécanismes qui produisent guerres et exploitation.

le
vélo produit également des endorphines, qui vous donnent la p
êche
et le bonheur …

…PRENDS
TON VÉLO, LE HUMAN
MOTOR
T’ATTEND!!!

 Coïncidence
(cycle)organisé

Samedi,
5 Décembre à 15 heures en P.za
COSTITUZIONE
(Exhibition Area) BOLOGNA

  infos:
human-motor.noblogs.org cmbologna.splinder.com

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Comunicato (english version)

 

Big
afterparty post human motor @ XM24 via fioravanti 24 BOLOGNA

If
you need a bed or a bike write to ampioraggio@inventati.org

 

HUMAN MOTOR

LET’S GET RID OF THE
MOTOR SHOW

The
Motor Show will take place in Bologna from 12/4 to 12/8 2009. And
there will also be the third HUMAN-MOTOR. The HM is a critical mass
all around Bologna’s streets to free our city from the car-based idea
of transport and to claim that another way is possible: an
alternative urban mobility not based on private cars.

Economic
crisis and the car industry slump were not enough to stop this event
that’s afflicting Bologna for 34 years now. Local administrations of
all sorts financed the show and its profits with about 100 million
euros to save it from bankrupt. It will therefore be kind of a “back
to the roots” edition, with a few exhibs and lot of races.

As
EARTH CITIZENS we can’t allow our politicians to promote development
in the car industry that’s incompatible with the concept of
sustainable urban transport. We ride our bikes together to claim we
disagree with this concept. Private car-based transport is no more
sustainable.

WAR
Oil is running out. Wars for resources control are everywhere in our
world, to perpetrate a status symbol that causes environmental
disasters and other wars.

SAFE
STREETS?
Car accidents in Italy cause as much as 7000 deaths and
150,000 physical or permanent mental diseased every year. Car
accidents represents the first cause of death for people under 40
year of age. In the 20th century as much as 30 million
people died after car accident and pollution. Victims in our city are
mostly elderly people and children.

POLLUTION
Air pollution cannot be eliminated by reducing CO2 emissions, as for
the most part the particulate we breathe come not from car’s exhaust
pipes, but from brakes abrasion and tires rolling on concrete indeed.

The
PM10 value since 2001 excedes the legal limit by 2 or 3 times.

Furthermore,
a car’s engine burns the same amount of oxygen produced by a 10,000
square meters forest.

INEFFICIENCY
Car is often depicted, in commercials, as a symbol of freedom.
Indeed, in big cities during busy hours car’s average speed is just a
bit higher than pedestrian’s. A car driver spends years trapped
inside traffic jams. In add to this, streets’ congestion brings new
streets, preferential lanes, pedestrian’s areas and limited-traffic
zones. These are consequences of car supremacy, not a solution to
traffic. In Bologna, bike lanes are drawn on sidewalks, subracting
room to pedestrians and eliminating bikes from the streets, that
hence remain the kingdom of cars. Furthermore, the room occupied by
cars is public space, that could be dedicate to other functions. The
average number of people inside a car is 1,2. These people uses a car
that weighs around 1000-1500 kg to move. Some researches proved that
of 10 gasoline litres, 8-9 are used to move the car and only 1-2 to
move the people inside it. To these costs we have to add upkeep,
taxes and insurance: that is to say, a big part of people’s monthly
income.

THE
RIGHT TO MOVE
In bologna, as well as other cities, there’s a
lack of alternative mobility, one that does not include
environmental, social and economic damages strongly connected with
the use of cars. Thanks to our choices we can build a human-motored
Bologna.

BICYCLE
Chosing bike, feet or public service over cars means making
something tangible to make everybody’s future better. Bicicles free
cities from smog, traffic and noise, is cheap, hence democratic,
sustainable and far from the politics of war and exploitation.

And
riding a bike produces endorphines, which are good for body and
soul…

 

…so
jump on your bike, Human Motor is awaiting ya!

SATURDAY
5TH OF DECEMBER

15:00
Piazza Costituzione

Fair
area – BOLOGNA

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Ospitalità

Per chi è intenzionato a venire a Bologna nei giorni dell’Human Motor e ha bisogno:

di un tetto …

ecco le soluzioni possibili:

– in casa di qualcun*

– in palestra all’xm24, dove c’è anche la ciclofficina ampioraggio

In ogni caso si consiglia di portare sacco a pelo e materassino,

e di comunicare l’arrivo alla mail ampioraggio [at] inventati [punto] org

di una bicicletta …

la ciclofficina popolare ampioraggio metterà a disposizione alcune biciclette.

Purtroppo, non si possono garantire biciclette a tutt*

quindi, se proprio non riuscite a portarne una, comunicatecelo alla mail ampioraggio [at] inventati [punto] org

In alternativa per sapere le soluzioni treno+bici

questo sito è l’ideale e vale per tutta Europa:  

http://reiseauskunft.bahn.de/bin/query.exe/in 

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